Come si passa da sex symbol a confidente del cuore?
Potreste chiederlo a me, ma la risposta non è affatto garantita, dal momento che in fin dei conti non l’ho capito nemmeno io.
Proverò in ogni caso ad arrivarci andando per gradi.
Intanto, ci vuole il fisico. Rappresentare il massimo delle fantasie sessuali di qualcuno è di certo indispensabile ai fini di un primo approccio, il quale verrà facilmente bissato se accompagnato a un atteggiamento amichevole e disponibile. E, si sa, gli uomini vogliono una che sia figa, ma che possibilmente si atteggi da tale, e quindi o gliela faccia sudare a oltranza o si guardi bene dall’esprimere concetti di senso compiuto.
In secondo luogo ci vuole una forte esperienza in paranoie, proprie e altrui, al fine di presentare costanti analogie tra i fatti che ci vengono raccontati e quanto è già successo a questo o quell’amico, meglio ancora se a se’ stessi. L’aggiunta del lieto fine é opzionale, ma benaccetta.
Infine, ci vuole pazienza. Pazienza nell’ascoltare i problemi di cuore di tizio e caio, i quali prima hanno cercato insistentemente di entrare nelle tue mutande e poi, scoprendo la bella persona che sei, hanno deciso di approfittare della tua proverbiale disponibilità per aprirsi con te riguardo alle angherie delle loro dolci metà, delle quali puntualmente non si capisce se siano ancora innamorati o no, ma nel frattempo non lasciano.
Mai.
Comunque, non per te.
Bonus: una certa mancanza di autostima che trattenga dal mandare clamorosamente al diavolo i confidanti al primo accenno di diarrea verbale, sventolando sotto i loro occhi le scabrosità scritte negli SMS da loro inviati alla suddetta neo-confidente fino a qualche giorno prima.
Da qui un’unica conclusione.
Diventare bella potrà pure costare una gran fatica, ma fino a questo ci si può arrivare. Ma non basta. É diventare una stronza sanguinaria e senza un cervello che smuove gli istinti maschili e le loro perverse menti.
Ormai, c’ho le prove.




Sono tornata.